Tassazione Oro da Investimento

Penny Oro - 24 Apr, 2024
oro da investimento

La legge di bilancio 2024 ha introdotto importanti modifiche riguardanti la tassazione delle cessioni di metalli preziosi effettuate da persone fisiche, in particolare quando effettuate a scopo di investimento. È fondamentale precisare che tali disposizioni non si applicano alle vendite di gioielli o oggetti lavorati in metalli preziosi.

L’imposta sostitutiva resta invariata al 26%

Le nuove norme stabiliscono che le cessioni di metalli preziosi non lavorati come lingotti e granuli, e le monete in metallo prezioso, sono soggette a un’imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza ottenuta, calcolata come differenza tra il corrispettivo di vendita e il costo o il valore di acquisto, opportunamente aggiornato e comprensivo di ogni onere, ad eccezione degli interessi passivi.
Ad esempio, se Tizio compra un lingotto per 1’500 euro e lo rivende a 1’600, totalizzando una plusvalenza di 100 euro, dovrà versare al fisco 26 euro (il 26% dei 100 euro).

Cosa cambia: la base imponibile prima del 2024

Una delle modifiche principali introdotte riguarda proprio il calcolo dell’imposta sostitutiva. Prima di queste ultime modifiche, se un contribuente non poteva fornire documentazione dettagliata sul costo o il valore di acquisto del bene ceduto, l’imponibile veniva determinato in modo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita.
In altre parole, se Tizio non poteva dare prova dell’effettiva plusvalenza ottenuta, la percentuale del 26% sarebbe stata calcolata a forfait, sul 25% del prezzo di vendita finale: riprendendo l’esempio di prima, si calcolava prima il 25% del prezzo di vendita (25% di 1’600= 400 euro), e quindi successivamente le imposte dovute, pari al 26% di 400 euro, ovvero 104 euro.

La nuova base imponibile

Tuttavia, a partire dal 1° gennaio 2024, tale determinazione forfetaria non è più consentita e, in mancanza di documentazione adeguata, l’imposta sostitutiva sarà calcolata sull’intero corrispettivo di vendita: il 26% va quindi calcolato sul totale, che nel nostro esempio sarà pari a 416 euro (26% x 1’600), quattro volte tanto rispetto alla normativa precedente.
La differenza si nota ancor di più prendendo come esempio cifre più elevate: per una vendita da 10’000 euro, in mancanza di documentazione, fino all’anno scorso si sarebbero dovute versare in tasse 650 euro, oggi invece ben 2’600 euro.

In conclusione, è evidente quanto questo cambiamento sia significativo e impatterà principalmente sui privati che abbiano effettuato o effettuino vendite di metalli preziosi senza essere in grado di fornire la documentazione relativa all’acquisto.
Ecco perché anche per la vendita di oro da investimento è importante rivolgersi a un compro oro professionale, capace di dare tutto il supporto e le informazioni necessarie in ogni fase della compravendita, documentazione compresa.

Ricordiamo infatti che solo i compro oro con la specifica qualifica di “professionale”, come é Penny Oro, sono appositamente selezionati e autorizzati direttamente dalla Banca d’Italia in quanto in possesso di determinate competenze e requisiti di onorabilità, che permette inoltre l’iscrizione in un apposito albo, consultabile direttamente sul sito della Banca d’Italia.
Penny Oro (Olimpo Srl) è iscritta in tale albo con protocollo N° 1713362/22, Cod. operatore 5009832.